RI-PRENDIAMOCI IL TEMPO E RI-FACCIAMO
ORDINE! Osservazioni sparse
sul fashion system

Sembra che il tempo non abbia più senso. E’ vero che la velocità è il paradigma del nostro presente ma credo sia giunto il momento di restituire valore alla parola tempo e alla parola ordine

Provate a fermarvi anche solo per un minuto quando siete in strada, staccate le mani dal vostro smartphone e soprattutto alzate gli occhi… finalmente! Non notate anche voi, una certa mancanza di buongusto o di eleganza (vi ricordate questa parola? non glamour … ma eleganza, come sinonimo di classe, stile puro, equilibrio estetico).

Non amo fare queste affermazioni ma lavorando nella moda, mi sento coinvolto dal caos del fashion system che oggi mi appare così lontano dal mondo reale. Certo se sfogli uno dei tanti magazine di moda, tutto sembra patinato e perfetto ma per strada o negli uffici non è così.

Guardatevi intorno, lasciate perdere Facebook e Instagram, guardate chi vi passa accanto o chi vi siede vicino in treno, anche nella moda esiste una sorta di buona educazione dello stile, deve esistere una sorta di manuale del buon gusto che ti consegnano da adolescente … per rendere la vita sopportabile a chi ti guarderà un giorno attraversare la strada, senza subire un infarto per lo choc!

Lo stesso Dorfles che ci ha insegnato in Italia ad amare il kitsch, afferma che anche la moda può essere di pessimo gusto, quando abbina colori improbabili, sovrabbonda di ornamenti o perché pessimo gusto può essere anche il “modo” di portare un abito bellissimo!

Anche se oggi mi piace e trovo moderno mettere sempre in un abbinamento il “tocco sbagliato”, un colore apparentemente contrastante, un vezzo improbabile, qualcosa che non sia correttamente “abbinato”…

E se al mondo femminile certi slanci verso l’eccesso possono essere perdonati (io non li perdono, li tollero) all’uomo no, nessuno è più capace di fare un nodo della cravatta a regola d’arte, non esistono più pantaloni con una piega decente o camicie perfettamente stirate e “inamidate” nessuno prepara più gli abiti la sera per essere perfetti il giorno dopo, certe giacche cadono male come se fossero appoggiate su una gruccia storta (certo non esistono più i drop, che permettevano di vestire perfettamente ogni fisico).

Stefano Chiassai Studio (1)

Con questo non dico che non mi piace vedere aspetti dei tessuti con finissaggi moderni, follature, stropicciature, usure, fintoused, l’importante è che sia un’idea, un progetto dietro, del voluto/elegante. Per me “ORDINE ” significa rimettere a posto, seguire una logica, pensare, riflettere, informarsi, ricercare, assemblare, avere il tempo di rimettere in discussione un lavoro, questa per me è la “MODALAVORO”….la moda è un’educazione fatta di particolari e sensibilità…..è “EDUCAZIONE” verso gli Altri, è un modo di Vivere fuori e dentro casa, un insegnamento che viene dal tuo esempio……è una ricerca continua del buon gusto…una armonia personale del bello e del brutto…del mi piace, non mi piace…

Ho un ricordo bellissimo della mia infanzia… quello di mio padre che la domenica mattina nella sua camera, apriva l’armadio, tirava fuori gli abiti, li disponeva sul letto e provava diversi abbinamenti di colore, sceglieva la camicia, la cravatta, la pochette per il taschino della giacca. Per me era un momento fantastico, adoravo il momento in cui faceva il nodo alla cravatta, “lo scappino”, era sempre perfetto, pala e codino erano sempre in equilibrio perfetto.

Stefano Chiassai Studio (3)

In quei momenti, guardando mio padre, stavo assimilando la mia educazione all’ “ORDINE”… L’ “EDUCAZIONE “ al buon gusto, della pazienza, il sapore dell’Abbinamento colore, la bellezza di quel rito domenicale…un vero e proprio “FITTING”.

Involontariamente stavo imparando a fare i miei primi completi di un ipotetico “FASHIONSHOW”. Sono fuori moda? Forse nostalgico? Non credo perché secondo me oggi è la moda stessa ad essere “fuori moda”, troppo di tutto, troppo di niente! Un caos di marchi, di prodotti, di outlet, di nuovo, di vecchio, di copiato.

Stefano Chiassai Studio (4)

Forse bisognerebbe mettere ordine nel sistema stesso della moda, dovrebbe partire proprio da qui il cambiamento, tutto si è sovrapposto e sovraffollato di eventi, calendari, sfilate che si rincorrono ad un ritmo schizofrenico, sembra che il tempo non abbia più senso. E’ vero che la velocità è il paradigma del nostro presente ma credo sia giunto il momento di restituire valore alla parola tempo e alla parola ordine, al tempo vero e non a quello dell’anticipazione nevrotica e disordinata, al tempo del lavoro e non a quello dei calendari della moda che si sovrappongono senza una logica, se non quella della complicazione!

Questo overload di dati e di date, si riflette inevitabilmente in quello che vedi per strada, al caos di un sistema corrisponde il caos del consumatore, sempre più sollecitato e confuso.

Esiste una soluzione al disordine della moda (attenzione per me la moda è creatività in tutti i sensi, ognuno ha il suo stile ed è libero di esprimersi come preferisce… ciò che conta è riuscire a trovare il giusto equilibrio… non tutti sono Madonna o Lady Gaga!) ed è quella di riuscire a fermarsi, riuscire a dare un senso a quello che facciamo, al nostro lavoro, alla nostra ricerca, al modo in cui ci riappropriamo di quella che definisco “l’educazione allo stile”, al saper scegliere con gusto, all’avere il coraggio di dire molto semplicemente “non lo compro perché è brutto”.

Fermiamoci, osserviamo con attenzione quello che succede intorno a noi, rincominciamo a pensare alla “Moda” non solo come ad una macchina per fare soldi ma come un bellissimo e privilegiato “lavoro” da trasmettere semplicemente a chi verrà dopo di noi!

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